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Gertrude of Stony Island Avenue af James…
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Gertrude of Stony Island Avenue (udgave 1997)

af James Purdy

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705300,548 (3)2
A bourgeois mother's quest in 1930s Chicago to learn about her dead daughter, a bohemian artist with whom she never got on. The quest takes Carrie Kinsella through the shocking world of jazz, alcohol and sex--but also of her daughter's paintings--and she emerges from her journey filled with motherly pride.… (mere)
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An empty nest story told in the usual style of Purdy - lots of dialog that reveals very little, lots of internal dialog that tell the real story, and characters who seem determined to be unhappy. This one's a little different, in that Carrie, the mother who finds herself without a child shows more gumption than the usual female in Purdy's books. She's lived to other people's needs her whole life, and now with her estranged grown daughter gone and her husband dying, she begins to look for a life of her own. I'd recommend this only for people who are fans of Purdy, otherwise, there's just not much here. ( )
  DJRMel | Apr 3, 2013 |
An empty nest story told in the usual style of Purdy - lots of dialog that reveals very little, lots of internal dialog that tell the real story, and characters who seem determined to be unhappy. This one's a little different, in that Carrie, the mother who finds herself without a child shows more gumption than the usual female in Purdy's books. She's lived to other people's needs her whole life, and now with her estranged grown daughter gone and her husband dying, she begins to look for a life of her own. I'd recommend this only for people who are fans of Purdy, otherwise, there's just not much here. ( )
  DJRMel | Apr 3, 2013 |
An empty nest story told in the usual style of Purdy - lots of dialog that reveals very little, lots of internal dialog that tell the real story, and characters who seem determined to be unhappy. This one's a little different, in that Carrie, the mother who finds herself without a child shows more gumption than the usual female in Purdy's books. She's lived to other people's needs her whole life, and now with her estranged grown daughter gone and her husband dying, she begins to look for a life of her own. I'd recommend this only for people who are fans of Purdy, otherwise, there's just not much here. ( )
  DJRMel | Apr 3, 2013 |
An empty nest story told in the usual style of Purdy - lots of dialog that reveals very little, lots of internal dialog that tell the real story, and characters who seem determined to be unhappy. This one's a little different, in that Carrie, the mother who finds herself without a child shows more gumption than the usual female in Purdy's books. She's lived to other people's needs her whole life, and now with her estranged grown daughter gone and her husband dying, she begins to look for a life of her own. I'd recommend this only for people who are fans of Purdy, otherwise, there's just not much here. ( )
  DJRMel | Nov 11, 2012 |
Strano destino si trova ad avere in Italia James Purdy. Einaudi, fra il 1960 (63: Palazzo del sogno) e il 1974 (Sono Elijah Thrush, entrambi ne “I coralli”), quasi sempre nelle traduzioni di Floriana Bossi, lo pubblica con continuità (pur tralasciando Eustace Chisholm and the Works, del 1967), e ne fa un proprio autore di punta (“Purdy è il narratore che meglio di ogni altro ha saputo rappresentare i tormentosi segreti della società americana alla ricerca di una difficile identità”: così la quarta di copertina della prima edizione di Sono Elijah Trush; “(…) Purdy si impone soprattutto, per noi, in virtù del suo linguaggio, sicuramente il più raffinato e creativo da decenni a questa parte in lingua inglese (…)”: Claudio Gorlier in una lunga nota pubblicata sui risvolti del “Supercorallo” di Rose e cenere, del 1970); ci furono inoltre edizioni in licenza per Il Club degli Editori o nei “Poket” di Longanesi. Poi più niente, salvo rare ristampe (Un ignobile individuo, nel 1994, in una nuova serie di “coralli”, medesima traduzione ma con titolo, più fedele all’originale, di Cabot Wright ci riprova e con una preziosa e profetica nuova introduzione dell’autore; Rose e cenere, negli “ET”, nel 1996, con la nota di Gorlier come introduzione), così malgrado Purdy continui a scrivere -ben venti titoli dal ’74 a oggi, Einaudi sembra dimenticarsene, o certo non lo ritiene più necessario. Bisognerà aspettare il 1989 per leggere, nella collana “Gli spilli”, diretta da Enzo Siciliano per Gremese, Nel palmo della mano (del 1986, mai più ristampato); nel 1990 esce poi da SE Come in una tomba (del 1976) e nel ’91 La fiamma dei tuoi occhi (1988, una raccolta di racconti scritti fra il 1967 e il 1987), entrambi ora reperibili solo nelle librerie di remainder. Di nuovo bisognerà aspettare più di un decennio perché sia Minimum Fax a provare a rilanciare Purdy, riprendendo due titoli, Malcolm (el 2004) e Il nipote (l’anno dopo), nelle storiche traduzioni di Bossi, che Einaudi non ristampava da trent’anni. Sembravano le intenzioni di Minimum Fax essere di intraprendere la riscoperta di Purdy, ma ai due titoli, tutt’ora disponibili in catalogo, non ne è finora seguito nessuno. Resta sul sito di Minimum fax la bella intervista che Livia Manera per il Corriere della Sera fece a Purdy nel 2004, in occasione della ripubblicazione de Il nipote, ed un’interessante rassegna stampa.
Quest’estate però, inatteso, Purdy si è riaffacciato in libreria tramite Baldini Castoldi Dalai editore. “James Purdy è nato nel 1923 a Fremont, Chicago. Autore molto prolifico, ha pubblicato numerosi romanzi, alcune raccolte di poesia e tre testi teatrali. Le sue opere sono state tradotte in più di trenta Paesi. Gore Vidal lo ha definito .”: questo è tutto quanto l’editore ci dice sull’autore, nel risvolto de La figlia perduta (Gertrude of Stony Island Avenue, del 1997, una variazione biografica attorno alla figura di Gertrude Abercrombie, artista, amica e sodale di Purdy, morta nel 1977, “regina di Chicago” già all’origine dei personaggi di Eloisa Brace in Malcolm, e Maureen O’Dell in Eustace), cammuffando il libro da feulliton di facile consumo, a cominciare dal titolo, proseguendo per la citazione in quarta, il riassunto della trama, l’immagine di copertina, e aiutato forse da una traduzione spesso legnosa. Le fiammeggianti vicende di Gertrude, investigate dalla madre nel tentativo di conoscere dopo la morte una figlia che le fu estranea; i personaggi di una Chicago leggendaria e rimpianta; l’eco di libri forse pensati e non scritti; l’uso anche ironico del mito greco precipitato nei salotti di una borghesia sull’orlo dell’abisso; l’omaggio all’amica di una vita; l’eco dei luoghi dell’adolescenza; un linguaggio in bilico fra parodia e affetto; tutto questo, sradicato dal suo contesto, sembra scadere in un vieto passatismo, risulta indecifrabile, i legami coi testi e con la biografia dell’autore impossibili da cogliere. Per la diffusione di Purdy in Italia un’altra occasione persa.
  federin31365 | Sep 15, 2008 |
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Bagsidecitater
Originalsprog
Canonical DDC/MDS

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Wikipedia på engelsk (1)

A bourgeois mother's quest in 1930s Chicago to learn about her dead daughter, a bohemian artist with whom she never got on. The quest takes Carrie Kinsella through the shocking world of jazz, alcohol and sex--but also of her daughter's paintings--and she emerges from her journey filled with motherly pride.

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