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The Secret Life: Three True Stories of the Digital Age

af Andrew O'Hagan

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"The slippery online ecosystem of encrypted messages, leaked documents, black markets, cryptocurrencies, and fake Facebook profiles (68 million of them) is the perfect breeding ground for identities. Some are true, some are false, and some lie in between. The old Internet shorthand IRL--"in real life"--now seems na?ive. We no longer question the reality of online experiences, but rather the reality of selfhood in the digital age. In The Secret Life, the essayist and novelist Andrew O'Hagan issues three bulletins from the porous border between cyberspace and "IRL." "Ghosting" introduces us to one of the most beguiling and divisive figures of the Internet era: WikiLeaks founder Julian Assange, whose autobiography the author agrees to ghostwrite, with unforeseen--and unforgettable--consequences. "The Invention of Ronald Pinn" finds the author using the actual identity of a deceased young man to construct an entirely new identity in cyberspace, leading him on a journey deep into the Dark Web's deepest realms. And "The Satoshi Affair" chronicles the strange case of Craig Wright, the Australian Web developer who may or may not be the mysterious inventor of Bitcoin, Satoshi Nakamoto--and who may or may not be willing, or even able, to reveal the truth."--Jacket flap.… (mere)
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Modern society has become utterly reliant on the internet. It is pervasive and has many positive and negative aspects, from the way that it can bring people together to the troubling undercurrents of the darknet. In The Secret Life, Andrew O'Hagan brings us three different stories, one of a man who courted public opinion whilst holding it in contempt, a man who was thought to be someone else and shies away from the spotlight and a final story about a man who does not exist. All of these individuals live in the hazy zone between real and online life.

His first story concerns Julian Assange, founder of Wikileaks, the website that looks to get under every government’s skin. Assange had signed a fairly substantial deal with Canongate to tell his life story, and O'Hagan is brought in to interview, document and prepare a readable text ready for publication. Assange is a hugely complex character who suffers from justified paranoia, vanity and narcissistic tendencies, who wants to portray a particular image of himself and his website; he reviles excessive state controls that some countries apply, whilst missing the irony of applying similar rules to those that work for and with him. O'Hagan somehow manages to cobble together a manuscript for the publishers, but has come to realise that Assange doesn’t want to publish at all, merely to have the prestige of being an author.

The second essay describes how O’Hagan uses the identity of a deceased young man, Ronnie Pinn, to construct and fake real and online profile. After obtaining a birth certificate he starts by signing up to a couple of social media platforms, as the fake identity grows and the credibility of the identity is established, he starts to venture into the murky world of the dark net where illegal items are easy to obtain. It is all simple to do, but it didn’t really tell O’Hagan who Ronnie Pinn actually was, the more he investigated he realised that he was a much of a ghost in real life as he was on the net. Until one day he found out that his mother was still alive.

The third and final story is called the ‘The Satoshi Affair’ about the mysterious and elusive creator of Bitcoins. For ages no one really knew who Satoshi Nakamoto was, or if it was a group of people who pulled together the code to make the blockchain database that is the foundation of the Bitcoin credibility. There was lots of speculation as to the identity. O’Hagan was then asked to write the story of Satoshi Nakamoto, who may be an Australian web developer and former academic called Craig Wright. He had just avoided being arrested shortly after it was suggested by a website that he was Nakamoto and had headed to the UK with his wife. As O’Hagan interviews him, there are points of lucidity and certain moment when no one is actually sure if he is trying to pull the most elaborate hoax ever.

O’Hagan has bought together three fascinating stories of the modern day blend of real world and online personas and identity. It is quite shocking is some ways just what someone can achieve and obtain in the dark recesses of the net with little or no effort. The essay about Assange made for entertaining reading, just to see what he was actually like from an insiders view was quite an eye opener too. Craig Wright’s story was the hardest to get a grip on, even though he is a clever bloke and more than capable of coming up with the blockchain, there are still elements of doubt as to whether he is the legendary Nakamoto or not. Overall I thought that this was an enjoyable book of our modern age. 3.5 stars. ( )
  PDCRead | Apr 6, 2020 |
Non sono riuscito a capire quanto romanzate sono queste storie, fastidioso dettaglio che non mi ha permesso di godere appieno una lettura d'evasione o una cronaca ricolorata. ( )
  gi0rgi0 | Mar 25, 2020 |
È raro che un libro mi faccia arrabbiare dalla sua prima pagina, ma Andrew O'Hagan ci è riuscito. Scrive infatti nell'incipit: «Quando racconto una storia vera, non mi sembra tanto di riferire delle notizie, quanto piuttosto di indagare la realtà, un’attività alla quale le tecniche del romanzo, lungi dall’essere estranee, sono spesso adeguate.» Ve lo dico subito: il mio voto basso al libro non dipende dallo stile di scrittura, che anzi è ottimo e ben tradotto da Svevo D’Onofrio. Quello che non mi è andato giù è proprio il suo stile programmatico, dove le "storie vere" sono tutto tranne che vere. Certo, non sono così ingenuo da pensare che una qualsivoglia biografia sia "vera". Ma di solito il narratore cerca di nascondersi il più possibile per far risaltare le parti del narrato che ritiene più importanti, mentre qua abbiamo come vero protagonista O'Hagan mentre Julian Assange e Satoshi Nakamoto (o meglio, Craig Wright) sembrano solo dei comprimari. Paradossalmente la storia più vera è quella di Ronnie Pinn, che nella realtà era morto da decenni e la cui identità è stata fatta rivivere da O'Hagan. Lì infatti era naturale che il ruolo da protagonista fosse il suo: nelle altre due storie abbiamo O'Hagan che afferma di fare il giornalista ma parla per l'appunto più di sé che degli altri. In definitiva, se siete tipi che apprezzano la scrittura in sé o siete amanti del gossip, leggetelo; altrimenti lasciate perdere. PS: io ho preso il libro in prestito digitale, ma non riesco proprio a capire perché l'edizione digitale costi praticamente quanto quella cartacea. C'è qualcosa che non funziona. ( )
  .mau. | Aug 7, 2019 |
L’assunto del libro è che il confine tra realtà e fiction oggi non esiste più, dal momento che viviamo tutti in un mondo digitalizzato nel quale persone e personaggi si confondono e nel quale ognuno può inventarsi una sua realtà che, pur essendo fittizia, non è per questo meno vera del vero né meno accreditabile di una realtà sempre più sfuggente.
La tesi è sviluppata in tre capitoli: il primo è dedicato a Julian Assange e racconta del tentativo fallito dell’autore di scriverne, in qualità di ghostwriter, l’autobiografia. Assange si comporta in tutto il periodo di frequentazione non come una persona, ma come un personaggio, un invenzione di se stesso, di cui finisce con l’essere la prima vittima. E’ un inguaribile egocentrico, un megalomane inconcludente, circondato da un carrozzone adolescenziale di sbandati. Non sfrutta minimamente le sue capacità, ma recita una parte e si nasconde non tanto per le conseguenza di Wikileaks, il cui potenziale esplosivo è stato lasciato andare, tutto sommato, alla deriva, ma per l’incapacità di affrontare il processo per stupro. Il ritratto che ne viene fuori è non si sa se più indisponente o patetico.
Il secondo capitolo racconta la costruzione di una fake identity, a partire da una persona realmente esistita e da anni defunta, e il viaggio nel dark web dell’autore sotto queste mentite spoglie. Il terzo capitolo è la storia dell’inventore del bitcoin, che non ho finito perché non molto comprensibile a un profano e mi chiedo quanto realmente capita dallo scrittore stesso.
Questo è un libro che promette più di quel che mantiene. Il primo capitolo è tirato per le lunghe. Si capisce dopo pochissime pagine che l’autobiografia non si farà e i limiti caratteriali di Assange appaiono ben presto evidenti. Il secondo capitolo è più compatto, ma non riserva grandi sorprese. Che sia facile crearsi un alias, lo sappiamo e anche dotarlo di un’apparente esistenza reale. Quanto al dark web, anche chi ne è lontano mille miglia sa, per averlo letto ad abundatiam, che ci si trova di tutto: armi, droga, pornografia. E allora dov’è la novità? Il terzo capitolo è non solo poco chiaro, ma anche poco accattivante. In definitiva, il nuovo mondo potrebbe essere raccontato meglio. Qualcuno, si spera, lo farà. ( )
  Marghe48 | Apr 7, 2018 |
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"The slippery online ecosystem of encrypted messages, leaked documents, black markets, cryptocurrencies, and fake Facebook profiles (68 million of them) is the perfect breeding ground for identities. Some are true, some are false, and some lie in between. The old Internet shorthand IRL--"in real life"--now seems na?ive. We no longer question the reality of online experiences, but rather the reality of selfhood in the digital age. In The Secret Life, the essayist and novelist Andrew O'Hagan issues three bulletins from the porous border between cyberspace and "IRL." "Ghosting" introduces us to one of the most beguiling and divisive figures of the Internet era: WikiLeaks founder Julian Assange, whose autobiography the author agrees to ghostwrite, with unforeseen--and unforgettable--consequences. "The Invention of Ronald Pinn" finds the author using the actual identity of a deceased young man to construct an entirely new identity in cyberspace, leading him on a journey deep into the Dark Web's deepest realms. And "The Satoshi Affair" chronicles the strange case of Craig Wright, the Australian Web developer who may or may not be the mysterious inventor of Bitcoin, Satoshi Nakamoto--and who may or may not be willing, or even able, to reveal the truth."--Jacket flap.

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