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Utopia (1516)

af Thomas More

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11,721116542 (3.51)2 / 198
Forfatteren (1478-1535), der er ophavsmand til ordet utopia, har i form af en rejseberetning givet den første skitse til et socialistisk og humanistisk samfund.
  1. 80
    Fyrsten af Niccolò Machiavelli (2below)
    2below: Each one is fascinating in its own right but I think reading both (or reading them concurrently, as I did) provides an interesting perspective on two seemingly opposed extremes.
  2. 61
    The City of the Sun af Tommaso Campanella (paradoxosalpha, Sensei-CRS, Chevalier.dSion)
    paradoxosalpha: Early Modern scenarios for social reform, both set in a fictionalized New World beyond the Atlantic.
  3. 40
    Tåbelighedens lovprisning af Desiderius Erasmus (caflores)
  4. 30
    Det Land Erewhon af Samuel Butler (KayCliff)
  5. 30
    Christianopolis af Johann Valentin Andreae (Sensei-CRS, Chevalier.dSion)
  6. 30
    Ø af Aldous Huxley (kxlly)
  7. 20
    New Atlantis af Francis Bacon (Chevalier.dSion, Sensei-CRS)
  8. 10
    A description of the famous kingdome of Macaria af Samuel Hartlib (Sensei-CRS)
  9. 00
    Gullivers rejser af Jonathan Swift (timoroso)
    timoroso: I see More as a precursor to Swift. Both deal with similar ideas, but Swift’s style is more entertaining.
  10. 12
    Candide eller Optimismen af Voltaire (kxlly)
  11. 12
    Zwischen Utopie und Wirklichkeit: Konstruierte Sprachen für die globalisierte Welt af Jennifer Bretz (gangleri)
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Story: 2 / 10
Characters: 3
Setting: 6.5
Prose: 8

As with Well's "A Modern Utopia", the book is not so much a story as a pleasant way to introduce an ideal society. Not entirely what I was looking for. Might I suggest Huxley's "Island" as a more relevant alternative? ( )
  MXMLLN | Jan 12, 2024 |
Prompted by Becky at Becky's Books, I read Thomas More's Utopia because it seemed relevant to a novel I am currently reading. (More about that soon).

'Utopian' is part of our everyday vocabulary now but when Thomas More wrote his book describing an alternative political system of an imaginary island state, it was a risky venture. In 1515 Henry VIII was on the throne, and in that year Wolsey, Archbishop of York was appointed cardinal by Leo X. Henry VIII then appointed him Lord Chancellor, and, as it says in the Introduction of the Project Gutenberg edition I read:
...from that year until 1523 the King and the Cardinal Wolsey ruled England with absolute authority, and called no parliament.

Henry, as we all know, had succession troubles and he didn't need any frisky political opponents making things more complicated. Until his execution in 1535 — Thomas More managed to survive and thrive during his time as a lawyer, judge, and statesman, with deft political nous, which included suppressing Utopia during his life time.

(It was More's opposition to the Protestant Reformation that brought him undone. He refused to swear an oath to please the King, and as you know if you read or saw Robert Bolt's 1954 A Man for All Seasons, Henry's reaction was swift and merciless.)

Utopia was published in Europe, but not in England until 1551 under the reign of Edward VI, in a translation from the Latin by Ralph Robinson. It was generally acknowledged to be less 'literary' than the subsequent translation in 1684 by Gilbert Burnet, who had his own troubles with disagreeable monarchs.
Burnet was drawn to the translation of “Utopia” by the same sense of unreason in high places that caused More to write the book.

Well, even if you simply peruse the summary at Wikipedia, you can see how Utopia still applies in our time. Utopia begins with More doing real-life diplomatic things in Antwerp, but moves to his encounter with the traveller Raphael Hythlodaeus, exploring in some depth the knotty problem of how best to counsel a prince when he is not amenable to wise advice, new ideas or anything that contradicts his world view.

To read the rest of my review please visit https://anzlitlovers.com/2024/01/03/utopia-1515-by-sir-thomas-more-translated-by... ( )
  anzlitlovers | Jan 3, 2024 |
There are some good concepts here, but the writing is very stilted and unpleasant, and many of the "solutions" presented just pass the buck of doing unpleasant tasks to other people, rather than creating a society that is equitable and pleasant for everyone. Mostly it left a bad taste in my mouth, thinking that there are people who might actually find the society described here utopic. ( )
  stardustwisdom | Dec 31, 2023 |
L'Utopia è un'opera scritta da Tommaso Moro e pubblicata nel 1516. Il termine "utopia", che significa "nessun luogo", è stato coniato da Moro per descrivere un'immaginaria isola situata al largo della costa sudamericana, governata da un sistema politico e sociale ideale.

Nell'Utopia, Moro presenta una società utopica che è organizzata in modo tale da garantire la felicità degli individui e il benessere della comunità nel suo insieme. La società utopica è governata da un sistema di governo in cui il potere è distribuito equamente tra i cittadini, che sono tutti uguali di fronte alla legge.

Inoltre, la proprietà privata non esiste, e tutti i beni sono condivisi tra i cittadini. Il lavoro è organizzato in modo tale da essere equamente distribuito e da garantire che tutti abbiano un'occupazione significativa, e l'istruzione è fornita a tutti i cittadini, indipendentemente dal loro status sociale.

Moro immagina una società in cui la religione è centrale, ma dove la tolleranza religiosa è garantita e ogni individuo ha il diritto di scegliere la propria fede.

In generale, l'Utopia di Tommaso Moro rappresenta un'immagine di una società ideale, dove la giustizia, l'uguaglianza e la felicità sono i valori predominanti. L'opera ha avuto un impatto duraturo sulla filosofia politica e ha influenzato molti altri pensatori utopici successivi.

La visione utopica di Moro ha avuto un impatto duraturo sulla filosofia politica, dando origine a diverse correnti di pensiero. Ad esempio, il concetto di uguaglianza tra i cittadini è stato ripreso dagli autori del Contratto sociale, come Jean-Jacques Rousseau, che ha sostenuto la necessità di un governo giusto e democratico.

Inoltre, il concetto di proprietà collettiva dei beni ha ispirato diverse correnti di pensiero socialista e comuniste, che hanno sostenuto la necessità di un'economia basata sulla condivisione e sulla cooperazione tra i cittadini.

Il termine deriva dal greco antico e significa "nessun luogo". Il concetto di utopia si riferisce a un'immagine di una società ideale, in cui la giustizia, l'uguaglianza e la felicità sono i valori predominanti. L'utopia è spesso associata alla letteratura e alla filosofia, ma ha anche una forte rilevanza sociale e politica.

L'utopia ha avuto un ruolo importante nella storia della filosofia politica, ha influenzato molti altri pensatori utopici successivi, come ad esempio il filosofo francese Charles Fourier, il quale ha sviluppato una teoria dell'utopia sociale basata sulla cooperazione e sulla condivisione tra i cittadini.

L'utopia ha anche un ruolo importante nella letteratura, con opere come "La Repubblica" di Platone, "La Città del Sole" di Tommaso Campanella e "Il Mondo Nuovo" di Aldous Huxley, che presentano immagini di società ideali.

Tuttavia, l'utopia è spesso criticata per essere irrealizzabile e per essere una visione troppo idealizzata della realtà. Molte utopie sono state criticate per la loro mancanza di realismo e per il fatto che non tengono conto delle sfide e dei problemi che una società ideale potrebbe incontrare nella realtà.

Nonostante ciò, l'utopia continua ad essere un concetto importante nella cultura e nella politica contemporanea. Molti movimenti politici e sociali si basano su ideali utopici, come ad esempio il movimento per l'uguaglianza, la giustizia sociale e l'ambiente. Inoltre, l'utopia continua ad essere una fonte di ispirazione per gli artisti e i pensatori contemporanei, che cercano di immaginare un futuro migliore per l'umanità.

L'utopia, per sua definizione, è una società ideale che non esiste nella realtà e può essere considerata irrealizzabile. Tuttavia, molti movimenti politici e sociali si basano su ideali utopici e cercano di avvicinarsi a una società più giusta, equa e sostenibile.

Per realizzare un'utopia nella realtà, è necessario un cambiamento culturale e sociale profondo, che coinvolga tutti gli individui e le istituzioni della società. Ciò richiede un impegno collettivo per superare le disuguaglianze, le ingiustizie, l'ignoranza e la povertà, e per promuovere la cooperazione, la tolleranza e la solidarietà tra i cittadini.

Inoltre, per realizzare un'utopia nella realtà, è necessario un cambio di paradigma rispetto all'economia e all'ambiente. Ciò significa adottare un modello di sviluppo sostenibile, che tenga conto delle esigenze delle generazioni future e che promuova la giustizia sociale e la tutela dell'ambiente. Questo richiede la creazione di politiche pubbliche che incentivino la produzione e il consumo sostenibile, come ad esempio l'adozione di energie rinnovabili, la riduzione degli sprechi e la protezione della biodiversità.

Per realizzare un'utopia è necessario un cambiamento nel modo in cui vengono prese le decisioni politiche. Ciò significa promuovere una democrazia partecipativa, in cui i cittadini hanno un ruolo attivo nella definizione delle politiche pubbliche e nella gestione della cosa pubblica.

In sintesi, la realizzazione richiede un impegno collettivo per superare le disuguaglianze sociali ed economiche, la tutela dell'ambiente e la promozione di una democrazia partecipativa. Sebbene possa sembrare un obiettivo ambizioso, è possibile avvicinarsi a una società più giusta, equa e sostenibile, attraverso un impegno costante e una visione condivisa del futuro. ( )
  AntonioGallo | Jul 5, 2023 |
This is a welcome translation of an important book in the history of ideas. It is not an exaggeration to say that our idea of utopia is founded in great part on the presentation of the world in this notable book. It is one of the small number of volumes that had an exponential effect on the way we consider the world around us. ( )
  jwhenderson | Mar 13, 2023 |
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Forfatter navnRolleHvilken slags forfatterVærk?Status
More, Thomasprimær forfatteralle udgaverbekræftet
Black, Walter J.Redaktørmedforfatternogle udgaverbekræftet
Collins, J. ChurtonRedaktørmedforfatternogle udgaverbekræftet
Crady, KirkBidragydermedforfatternogle udgaverbekræftet
del Pozo, Joan ManuelOversættermedforfatternogle udgaverbekræftet
Deller, JeremyDesignermedforfatternogle udgaverbekræftet
Donnelly, John PatrickOversættermedforfatternogle udgaverbekræftet
Endres, H.M.Oversættermedforfatternogle udgaverbekræftet
Fiore, TommasoRedaktørmedforfatternogle udgaverbekræftet
Itkonen-Kaila, MarjaOversættermedforfatternogle udgaverbekræftet
Jäckel, EberhardEfterskriftmedforfatternogle udgaverbekræftet
Kan, A.H.Oversættermedforfatternogle udgaverbekræftet
Le Guin, Ursula K.Efterskriftmedforfatternogle udgaverbekræftet
Lumby, J. RawsonRedaktørmedforfatternogle udgaverbekræftet
Marshall, Peter K.Oversættermedforfatternogle udgaverbekræftet
Mieville, ChinaForordmedforfatternogle udgaverbekræftet
Muggeridge, FraserDesignermedforfatternogle udgaverbekræftet
Prechtl, Michael MathiasIllustratormedforfatternogle udgaverbekræftet
Rebhorn, Wayne A.Introduktionmedforfatternogle udgaverbekræftet
Ritter, GerhardOversættermedforfatternogle udgaverbekræftet
Robinson, RalphOversættermedforfatternogle udgaverbekræftet
Rodríguez Santidrián, PedroRedaktørmedforfatternogle udgaverbekræftet
Scott, John AnthonyIntroduktionmedforfatternogle udgaverbekræftet
Sheehan, John F. X.Oversættermedforfatternogle udgaverbekræftet
Turner, PaulIntroduktionmedforfatternogle udgaverbekræftet
Turner, PaulOversættermedforfatternogle udgaverbekræftet
van Cleve, Hendrick, IIIOmslagsfotograf/tegner/...medforfatternogle udgaverbekræftet
Wells, H. G.Introduktionmedforfatternogle udgaverbekræftet
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Første ord
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There was recently a rather serious difference of opinion between that great expert in the art of government, His Invincible Majesty, King Henry the Eighth of England, and His Serene Highness, Prince Charles of Castile.
Citater
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The moment we showed them [the Utopians] some books that Aldus had printed, and talked a bit about printing and paper-making -- we couldn't explain them properly, as none of us knew much about either process -- they immediately made a shrewd guess how the things were done. Up till then they'd only produced skin, bark, or papyrus manuscripts, but now they instantly started to manufacture paper, and print from type. At first they weren't too successful, but after repeated experiments they soon mastered both techniques so thoroughly that, if it weren't for the shortage of original texts, they could have had all the Greek books they wanted.
Well, that's the most accurate account I can give you of the Utopian Republic. To my mind, it's not only the best country in the world, but the only place that has any right to call itself a republic. Elsewhere, people are always talking about the public interest, but all they really care about is private property. In Utopia, where there's no private property, people take their duty to the public seriously. And both attitudes are perfectly reasonable. In other 'republics' practically everyone knows that, if he doesn't look out for himself, he'll starve to death, however prosperous his country may be. He's therefore compelled to give his own interests priority over those of the public; that is, all the other people. But in Utopia, where everything is under public ownership, no one has any fear of going short, as long as the public storehouses are full. Everyone gets a fair share, so there are never any
poor men or beggars. Nobody owns anything, but everyone is rich – for what greater wealth can there be than cheerfulness, peace of mind, and freedom from anxiety? Instead of being worried about his food supply,
upset by the plaintive demands of his wife, afraid of poverty for his son, and baffled by the problem of finding a dowry for his daughter, the Utopian can feel absolutely sure that he, his wife, his children, his grandchildren, his great-grandchildren, his great-great-grandchildren, and as long a line of descendants as the proudest peer could wish to look forward to, will always have enough to eat and enough to make them happy. There's also the further point that those who are too old to work are just as well provided for as those who are still working.
Sidste ord
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