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Orality and Literacy (New Accents) af Walter…
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Orality and Literacy (New Accents) (original 1982; udgave 2002)

af Walter J. Ong (Forfatter)

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1,1891416,828 (4.28)3
Walter J. Ong's classic work provides a fascinating insight into the social effects of oral, written, printed and electronic technologies, and their impact on philosophical, theological, scientific and literary thought. This thirtieth anniversary edition - coinciding with Ong's centenary year - reproduces his best-known and most influential book in full and brings it up to date with two new exploratory essays by cultural writer and critic John Hartley. Hartley provides: A scene-setting chapter that situates Ong's work within the historical and disciplinary context of post-war Americanism and the rise of communication and media studies; A closing chapter that follows up Ong's work on orality and literacy in relation to evolving media forms, with a discussion of recent criticisms of Ong's approach, and an assessment of his concept of the 'evolution of consciousness'; Extensive references to recent scholarship on orality, literacy and the study of knowledge technologies, tracing changes in how we know what we know. These illuminating essays contextualize Ong within recent intellectual history, and display his work's continuing force in the ongoing study of the relationship between literature and the media, as well as that of psychology, education and sociological thought.… (mere)
Medlem:windowlight
Titel:Orality and Literacy (New Accents)
Forfattere:Walter J. Ong (Forfatter)
Info:Routledge (2002), Edition: 2, 216 pages
Samlinger:Læser for øjeblikket, Skal læses
Vurdering:***1/2
Nøgleord:Ingen

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Orality and Literacy (New Accents) af Walter J. Ong (1982)

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Eröffnet ein völlig neues Verständnis nicht-alphabetisierter Kulturen ( )
  Maxim2 | Nov 15, 2023 |
Ho avuto il piacere di leggere "Oralità e scrittura. Le tecnologie della parola" di Walter J. Ong, e devo dire che è un'opera straordinaria che fornisce un'analisi approfondita dell'impatto delle tecnologie della parola sulla società umana.

Il libro di Ong offre una prospettiva unica sullo sviluppo della comunicazione umana, esplorando le differenze fondamentali tra l'oralità e la scrittura come mezzi di espressione. L'autore delinea in modo chiaro e dettagliato come l'introduzione della scrittura abbia trasformato radicalmente la società, influenzando la struttura del pensiero, la memoria collettiva e persino la percezione del tempo.

Una delle cose che ho apprezzato maggiormente di questo libro è la vastità delle fonti che l'autore utilizza per sostenere le sue argomentazioni. Ong attinge a una vasta gamma di discipline, tra cui l'antropologia, la linguistica, la storia e la psicologia, per offrire una panoramica completa delle implicazioni della transizione dall'oralità alla scrittura. Questo approccio multidisciplinare arricchisce notevolmente il testo e fornisce al lettore una prospettiva più ampia sull'argomento.

Inoltre, la scrittura di Ong è chiara ed eloquente, rendendo il libro accessibile anche a coloro che potrebbero non essere esperti nel campo degli studi sulla comunicazione. L'autore rende comprensibili concetti complessi senza sacrificare la profondità dell'argomentazione, il che è un equilibrio difficile da raggiungere.

"Oralità e scrittura. Le tecnologie della parola" spinge il lettore a riflettere sulle implicazioni culturali e cognitive della scrittura e offre un'analisi dettagliata dell'evoluzione della comunicazione umana. Il libro è particolarmente rilevante nell'era digitale in cui viviamo, in cui le tecnologie della parola stanno subendo un'ulteriore trasformazione con l'avvento di Internet e dei mezzi di comunicazione digitale.

Consiglio vivamente "Oralità e scrittura. Le tecnologie della parola" a chiunque sia interessato a esplorare la storia della comunicazione umana e il ruolo che la scrittura ha avuto nel plasmare la nostra società. È un libro che offre una visione approfondita e stimolante del potere della parola e delle sue trasformazioni nel corso dei secoli.

Penso che l'idea che le tecnologie della parola stiano subendo un'ulteriore trasformazione nell'era digitale sia assolutamente valida e supportata dalla realtà che ci circonda. L'avvento di Internet e dei mezzi di comunicazione digitale ha portato a cambiamenti radicali nella nostra modalità di comunicazione e nella diffusione delle informazioni.

Le tecnologie digitali hanno reso la comunicazione più immediata, accessibile e globale. Piattaforme come i social media, i blog e i forum online hanno consentito a milioni di persone di condividere le proprie idee, opinioni e esperienze in tempo reale. Questo ha portato a una maggiore democratizzazione della voce e ha ampliato i confini della comunicazione tradizionale.

Tuttavia, questa trasformazione ha anche sollevato alcune questioni importanti. Ad esempio, l'abbondanza di informazioni disponibili online e la velocità con cui vengono trasmesse possono portare a problemi legati alla veridicità e all'affidabilità delle fonti. Inoltre, la brevità e l'immmediatezza dei messaggi digitali possono influenzare la nostra capacità di approfondire e riflettere in modo critico su determinati argomenti.

Inoltre, l'era digitale ha anche introdotto nuove forme di comunicazione, come le chat, le emoji e gli sticker, che utilizzano immagini e simboli per esprimere concetti e emozioni. Questo ha un impatto sulla nostra capacità di comunicare in modo completo ed elaborato, poiché talvolta le sottilità del linguaggio verbale possono andare perse o essere semplificate.

In definitiva, ritengo che l'era digitale abbia aperto nuove opportunità e sfide per le tecnologie della parola. È importante valutare in modo critico come queste trasformazioni influenzano la nostra capacità di comunicare, comprendere e interpretare il mondo che ci circonda. Allo stesso tempo, dobbiamo essere consapevoli dei limiti e delle implicazioni di queste nuove forme di comunicazione e lavorare per coltivare una comunicazione significativa e approfondita nell'ambiente digitale. ( )
  AntonioGallo | Aug 17, 2023 |
Las relaciones entre oralidad y escritura representan uno de los puntos de reflexión y de renovación en materias cercanas a la literatura oral. Desde el clásico trabajo de W. J. Ong Oralidad y escritura, las obras posteriores han venido a profundizar en las reflexiones del teórico norteamericano. En nuestro país han aparecido recientemente dos obras que renuevan las perspectivas de pensamiento sobre las teorías de encuentro entre las dos disciplinas: El texto de David R. Olson El mundo sobre el papel y la reunión de artículos Estudios lingüísticos sobre la relación entre oralidad y escritura de Claire Blanche-Benveniste.

Generalmente se ha pensado que la oralidad y la escritura son dos herramientas distintas que crean sistemas diferentes de cognición, de acercamiento a la realidad. Quizás fuera la obra de W. J. Ong, ya citada, la que de manera más didáctica y clara creaba dos mundos referenciales: el de las sociedades que no conocían la escritura y el que surge en las sociedades alfabetizadas. Para explicarlo de una manera simple, Ong mostraba en un capítulo excelente, que lleva por título «Psicodinámica de la oralidad», que ésta no sólo producía una retórica que ayudaba a la conservación memorística del saber tradicional, sino que creaba una «forma de pensar». ( )
  MigueLoza | Mar 1, 2021 |
En los años recientes algunas diferencias básicas, señala Ong, han sido descubiertas entre las formas de manejar el conocimiento y la verbalización en las culturas orales y en las culturas con escritura. Estas páginas están dedicadas principalmente a la cultura oral y a los cambios registrados en el pensamiento y la expresión a causa de la escritura. ( )
  MigueLoza | Feb 4, 2021 |
This is a five-star book in terms of its content: Ong's theory about the orality-literacy binary is illuminating, if oversimplified.

His main argument: that oral speech and written word are not merely two different ways of expressing the same thing, but qualitatively different with far-reaching implications. Drawing on literary analysis and anthropological studies in pre-literate societies, Ong argues that oral culture is driven by the inability to ever "look something up." As a result, oral cultures exist perpetually in the present — only what can be remembered exists, so communication in these cultures is designed to be mnemonic: proverbs, rhymes and verse, containing larger-than-life characters, catchy phrasing and a focus on the communal rather than the individual. People who've interiorized writing as part of literate cultures have no need to keep everything in their minds, so they can be more inwardly focused, more analytic, more linear and less digressive. (Though literacy clearly has benefits, Ong is careful not to describe it as superior to orality; knowing that he is writing to literate readers, Ong goes to great pains to defend and explain orality.) The two ideas aren't binary, but rather represent a continuum — many people are influenced, in Ong's formulation, by both oral and literate modes of thought and communication, but some are more literate than others.

The book passes the standard of my very favorite works of nonfiction: it gives me an analytic framework I can generalize and apply to other areas. (One striking application of Ong's work others have recently made: looking at the many ways in which President-elect Donald Trump's speeches and tweets reflect the oral tradition.)

Unfortunately, I can't give it the usual five-star review I would to that type of transformative work because for a variety of reasons it falls just short in its presentation. Orality and Literacy is in some cases over-technical in its language, in other cases too bound up with arcane academic disputes, even though it was written as a popularization of Ong's more academic work. It's not a hard read per se, but it's not as accessible as it could be. More significantly, it spends so much time responding to the assumed pro-literate bias of Ong's readers and interlocutors that it often falls short in defining the literacy half of his dichotomy. It's assumed that readers are familiar with literate culture, which we may very well be (on Ong's continuum I'm certainly hyper-literate), but I'd have appreciated more of a compare-and-constrast approach.

It's also worth noting that some of Ong's theories are dated, not least by the revolutionary changes in communication brought about by the Internet and mobile phones since this was published in 1983. Additionally scholars in various fields have challenged some of his conclusions. Fortunately, the 30th Anniversary Edition I read includes a very helpful afterword that takes on some of these criticisms and changes in a fair manner.

Ultimately these are more quibbles than objections. I wish the book were better, but even with its flaws, people who enjoy this sort of conceptual theories should absolutely give this a read. ( )
  dhmontgomery | Dec 13, 2020 |
Viser 1-5 af 14 (næste | vis alle)
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Forfatter navnRolleHvilken slags forfatterVærk?Status
Walter J. Ongprimær forfatteralle udgaverberegnet
Fyhr, LarsOversættermedforfatternogle udgaverbekræftet

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Tilegnelse
Første ord
Oplysninger fra den engelske Almen Viden Redigér teksten, så den bliver dansk.
In the past few decades the scholarly world has newly awakened to the oral character of language and to some of the deeper implications of the contrast between orality and writing.
Citater
Oplysninger fra den engelske Almen Viden Redigér teksten, så den bliver dansk.
"Il nostro libro tratta, non solo della scrittura, ma anche della stampa, e accenna fugacemente all'elaborazione elettronica della parola e del pensiero, come nella radio, nella televisione e via satellite. Solo ora, nell'era elettronica, ci rendiamo conto delle differenze esistenti tra oralità e scrittura; sono state infatti le diversità fra i mezzi elettronici e la stampa che ci hanno resi consapevoli di quelle precedenti fra scrittura e comunicazione orale. L'era elettronica è anche un'era di 'oralità di ritorno', quella del telefono, della televisione, la cui esistenza dipende dalla scrittura e dalla stampa".
Sidste ord
Oplysning om flertydighed
Forlagets redaktører
Bagsidecitater
Oplysninger fra den engelske Almen Viden Redigér teksten, så den bliver dansk.
Originalsprog
Canonical DDC/MDS
Canonical LCC

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Walter J. Ong's classic work provides a fascinating insight into the social effects of oral, written, printed and electronic technologies, and their impact on philosophical, theological, scientific and literary thought. This thirtieth anniversary edition - coinciding with Ong's centenary year - reproduces his best-known and most influential book in full and brings it up to date with two new exploratory essays by cultural writer and critic John Hartley. Hartley provides: A scene-setting chapter that situates Ong's work within the historical and disciplinary context of post-war Americanism and the rise of communication and media studies; A closing chapter that follows up Ong's work on orality and literacy in relation to evolving media forms, with a discussion of recent criticisms of Ong's approach, and an assessment of his concept of the 'evolution of consciousness'; Extensive references to recent scholarship on orality, literacy and the study of knowledge technologies, tracing changes in how we know what we know. These illuminating essays contextualize Ong within recent intellectual history, and display his work's continuing force in the ongoing study of the relationship between literature and the media, as well as that of psychology, education and sociological thought.

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